Miracoli di San Francesco d'Assisi
I miracoli di San Francesco d'Assisi sono numerosi e documentati: dal segno della croce che restituiva la vista ai ciechi, fino alle straordinarie resurrezioni avvenute per sua intercessione dopo la morte. Sono questi i prodigi, riconosciuti dalla Chiesa, che portarono alla sua canonizzazione nel 1228. San Francesco d'Assisi giunse nella città di Toscanella e fu ospitato da un cavaliere che aveva un figlio zoppo. Dietro alle suppliche insistenti di costui e grazie all'ospitalità offertagli, Francesco guarì il ragazzo tra la gioia dei presenti.Francesco opera prodigi
Guarigioni fisiche durante la vita di San Francesco
Il paralitico di Nardi
Un paralitico di nome Pietro viveva nella città di Nardi. Un giorno, saputo della venuta di Francesco in questa città per predicare, fece giungere al Vescovo diocesano la supplica affinché gli inviasse il Poverello di Assisi. Francesco accettò, si recò da Pietro e con un semplice segno della croce guarì il paralitico.
La cieca di Nardi
Una donna, nella stessa città di Nardi, riacquistò la vista nel momento in cui Francesco fece il segno della croce.
La donna con le mani rattrappite
Una donna con le mani rattrappite a tal punto da non poterle utilizzare, saputo della venuta del Santo a Gubbio, lo esortò a riacquistare l'uso delle mani. Francesco ascoltò la sua preghiera e la guarì.
Il frate epilettico
San Francesco ebbe pena per un frate colpito da epilessia, si recò da lui e dopo averlo benedetto lo guarì.
L'indemoniata di Città di Castello
Una donna posseduta viveva nella città di Castello. Francesco passando in quel luogo scacciò il demonio e liberò la donna dal male.
Miracoli dopo la morte: i prodigi riconosciuti dalla Chiesa
Nel processo di canonizzazione del Santo sono stati riportati e riconosciuti dalle Autorità Ecclesiastiche più di quaranta miracoli. Eccone i più significativi, divisi per tipologia.
Resurrezioni per intercessione di San Francesco
La resurrezione a Montemarano
Una donna particolarmente devota a San Francesco morì nella città di Montemarano. Nella veglia funebre si radunarono molte persone per pregare; improvvisamente il cadavere si risvegliò e domandò al sacerdote presente di potersi confessare. Terminata la confessione, confidò al sacerdote: "Ero in attesa di essere condannata a una dura pena, ma San Francesco ha chiesto e ottenuto per me la grazia di tornare in vita per pentirmi e confessare tutte le mie colpe". Dopo di ciò la donna si riaddormentò nel Signore.
La bambina di Pomarico
A Pomarico vivevano due coniugi che amavano teneramente la loro bambina. Un giorno la piccola improvvisamente morì. La mamma, accasciata dal dolore, pregò e supplicò con ardenti preghiere San Francesco. Il Santo le apparve, assicurandola sulla sorte dell'amata figliola. Poco dopo la figlioletta si svegliò tra la meraviglia dei presenti e si alzò come se nulla fosse successo.
Il ragazzo annegato nel Volturno
A Capua, un ragazzo annegò nel Volturno. Un uomo, dopo averlo scorto, lo trasse a riva ormai cadavere. I presenti, costatata la morte del ragazzo, presero a invocare l'intervento di San Francesco. Il frate non li deluse: il ragazzo si alzò come se nulla fosse successo, tra la gioia e lo stupore di tutti.
La giovane di Sessa Aurunca
A Sessa Aurunca una casa crollò uccidendo una giovane che era all'interno. I soccorritori la estrassero dalle macerie e la adagiarono su un lettuccio. La mamma, fiduciosa in Dio e nei meriti di San Francesco, si mise a pregare. All'una di notte la giovane si risvegliò perfettamente sana. Il prodigio fece esultare di gioia i presenti.
Il giovane di Ragusa
A Ragusa, mentre un giovane stava lavorando presso un torchio perché era tempo di vendemmia, una catasta di legno posta lì vicino gli cadde sulla testa e lo uccise. Il padre, prontamente accorso, prese a supplicare San Francesco perché gli ridonasse il figlio. Il miracolo avvenne: il giovane tornò in vita perfettamente sano. Ancora una volta Gesù Cristo aveva ascoltato l'intercessione di San Francesco.
Guarigioni straordinarie per intercessione di San Francesco
La cieca nata di Tebe
A Tebe viveva una donna devota a San Francesco e cieca dalla nascita. Alla vigilia della festa del Santo aveva praticato il digiuno per rendergli omaggio. Il giorno seguente fu condotta nella chiesa dei Frati per assistere alla Santa Messa. Durante l'atto di elevazione del Corpo di Cristo, i suoi occhi acquistarono improvvisamente la luce. Subito, per la gioia, eruppe in grida di giubilo alle quali si unirono i molti presenti. San Francesco aveva ottenuto per lei la grazia della guarigione.
L'occhio reciso nel Gargano
Nel Gargano, un uomo intento ad accudire i tralci di una vigna colpì con la roncola violentemente l'occhio, recidendolo. Il povero uomo si appellò con fede a San Francesco, che non lo deluse. L'occhio si cicatrizzò all'istante in modo perfetto, tanto che non si vide nemmeno il segno della lesione.
Gli occhi strappati ad Assisi
A un uomo, nella città di Assisi, per un presunto furto furono strappati gli occhi. Il poveretto, così orribilmente mutilato, si fece portare all'altare di San Francesco dove, piangendo per la sua innocenza, implorò l'aiuto del Santo. Francesco non rimase insensibile alle suppliche dell'uomo e ottenne da Gesù la grazia. Dopo tre giorni, al cieco miracolosamente spuntarono nuovi occhi, anche se più piccoli, e con essi la vista.
Altri prodigi e salvataggi miracolosi
La pietra caduta sul pulpito di Assisi
Nella chiesa di San Francesco ad Assisi, mentre era in corso la predica del Vescovo di Ostia, una grossa pietra, lasciata incautamente sul pulpito marmoreo, cadde sulla testa di una donna seduta sotto il pulpito. I presenti, dopo aver visto la testa schiacciata della donna, la coprirono con un mantello perché fu creduta morta. Grande fu lo stupore quando, finita la predica, la videro rialzarsi perfettamente integra. La donna raccontò di essersi affidata a San Francesco e di essere certa che il prodigio fosse avvenuto per merito dell'intercessione di questo glorioso Santo.
Il veleno ingoiato a Vincalvi
A Vincalvi viveva un chierico di nome Matteo. Un giorno Matteo ingerì inavvertitamente un potente veleno che agì immediatamente, irrigidendo le membra e bloccandogli la parola. Matteo esortò Gesù a salvargli la vita per i meriti di San Francesco. Improvvisamente riuscì con le labbra a pronunciare il nome del Santo e a vomitare il veleno ingerito, recuperando pienamente la salute.
Il tumore guarito a Cori
Nel castello di Cori, situato nella diocesi di Ostia, un uomo era disperato perché per un tumore aveva perso l'uso della gamba. Si appellò al Poverello di Assisi per ottenere soccorso e non fu deluso. Gli apparve Francesco in compagnia di un altro frate; con un bastoncino a forma di Tau gli toccò la parte malata della gamba. Incredibilmente riacquistò l'uso dell'arto, potendo camminare liberamente. A ricordo del prodigio rimase impresso, nella parte toccata da San Francesco, il simbolo del Tau.
